Pagine

martedì 6 agosto 2013

Vasco Rossi “choc”: Io morirò sul palco

Non usa mezze misure Vasco Rossi, del resto non sarebbe nel suo stile, nel suo modo diretto di affrontare le cose della vita, la musica e il suo rapporto appassionato con i milioni di fans.

E' sempre lui, solo lui, Blasco, il Komandante che -intervistato in Puglia, a Castellaneta, da Attilio Romita, direttore del Tgr Rai regionale- ha voluto chiarire, una volta per tutte, che non ha nessuna intenzione di abbandonare le scene, anzi, dice “Morirò sul palco, morirò sul palco”.

Non c'è tristezza nella sua voce, mentre pronuncia queste parole, si tratta anzi di una vera e propria dichiarazione d'amore nei confronti della musica, per tutto ciò che essa ha rappresentato e per ciò che sarà, fuori e sopra il palco.

Tutto questo, mentre la rivista Rolling Stones ha decretato uno dei suoi brani più famosi -”Solo noi”- canzone rock italiana del secolo.
Vasco dà la sua spiegazione del perché quel titolo e quel testo “E' la sintesi perfetta del rock -afferma- “che è ribellione e provocazione, il concetto che c'è dentro è l'eterno scontro generazionale tra l'uomo vecchio e quello nuovo”.

Il titolo, invece, prende spunto dai rimproveri di sua madre, che lo vedeva, solo lui, diverso dai figli delle altre famiglie.
Dovessi riscriverla oggi” -dice Vasco- non cambierei neanche una virgola, nemmeno una vocale”.

Come dargli torto? Visto che proprio quella straordinaria canzone rappresenta il simbolo di un'intera generazione che, seppur del passato, potrebbe tranquillamente essere anche quella di oggi.


A proposito dei giovani di questo tempo, a volte descritti come senza ideali, il cantautore di Zocca esprime così il suo pensiero Hanno dei valori, anche se sono diversi da quelli del passato, questi vorrebbero distruggere subito un mondo che non va bene e rifarne un altro”.

Nessun commento:

Posta un commento