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giovedì 1 agosto 2013

Sport: Anita, la ragazza che dà del “tu” allo skateboard

Si chiama Anita Arvelo Almonte, 21 anni, bolognese, ed è una delle pochissime italiane ad aver scalato la classifica di uno sport, lo skateboard, non certo tra i più popolari qui da noi.
Padre geometra, originario di Santo Domingo, madre italiana, Anita occupa ora la quarta posizione nel ranking mondiale, avendo gareggiato nelle principali competizioni: dal Regno Unito a Praga, alla Francia.

Anita Arvelo, taglio di capelli cortissimo, che la fa tanto assomigliare ad un novello Gianburrasca, ha iniziato a prendere confidenza per la prima volta con la tavoletta con le rotelle a 17 anni, grazie a suo cugino.
A fare il resto, ci ha pensato la città in cui vive, Bologna, con il suo impianto di skate più all'avanguardia in Europa: struttura in cemento, costruita da un team americano, che permette di allenarsi con salti, trick ed evoluzioni a 360 gradi.

Qui, tra una caduta e l'altra, Anita si è perfezionata, anche grazie alle lezioni impartitele da un maestro della disciplina, come Matteo Storelli, al punto da farsi notare all'estero.
Purtroppo in Italia siamo indietro, ma lo skate è uno sport femminile al massimo” -spiega- “nel resto del mondo è in forte crescita: le atlete sono sempre più numerose, di livello”.
Anche se, comunque, le acrobazie sulla tavola rimangono sempre una disciplina “minore”.
Un vero peccato” -continua Anita- “a differenza che il calcio, in cui si è gli uni contro gli altri, nello skate nascono grandi amicizie”.

E non ha tutti i torti -la ragazza che dà del “tu” allo skateboard- c'è tutta una rete di appassionati che, grazie al tam tam dei social network, si ritrova attorno alle piste di mezzo mondo, per sperimentare volteggi e salti spericolati.
Roba da maschiacci? “Per niente” -assicura Anita- “le mie coetanee ne sono affascinate anche se, dopo qualche mese di prova, la maggior parte molla.

Lei, anche se con la sua tavoletta trascorre più tempo che con i ragazzi, non vive certo solo di skateboard.
Dopo aver frequentato un corso in grafica e web design all'Istituto salesiano di Bologna, è subito approdata con un contratto a progetto in uno studio della sua città.

Con un sogno nel cassetto: imparare, migliorare e, infine, andare all'estero.

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