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venerdì 2 agosto 2013

Lavoro:cosce femminili in affitto per tattoo pubblicitari

Va bene che stiamo vivendo tempi duri, soprattutto per quanto riguarda la crisi del lavoro, ma quello che sta succedendo in Giappone supera ogni più fervida fantasia.
Pare infatti che, nel Paese del Sol Levante, parecchie ragazze in attesa di trovare una "seria" occupazione, abbiano deciso di affittare parti del proprio corpo alle aziende.

Mettiamo subito in chiaro le cose, a scanso di fraintendimenti: niente di particolarmente scandaloso, si tratta soltanto di tattoo temporanei sulle cosce, attraverso i quali vengono pubblicizzati prodotti che vanno dalla crema depilatoria, passando per l'ultimo disco dei Green Day, fino all'ultimo modello di jeans.

L'idea di questa singolare iniziativa la si deve ai responsabili dell'agenzia PR di Tokyo i quali, orgogliosamente, affermano di aver già tatuato ben 1300 cosce di ragazze, tutte da poco maggiorenni, che hanno deciso di “prestare” le loro gambe per applicare un tatuaggio con il logo dell'azienda da pubblicizzare.

Una volta applicato sulla pelle il banner, il loro compito è quello di andare in giro -preferibilmente in luoghi affollati- con addosso la minigonna e, quindi, di farsi fotografare.
Per dimostrare di aver bene eseguito il proprio compito, nonché per ampliare il messaggio pubblictario, alle ragazze è infine richiesto di postare le immagini delle loro gambe su Facebook e Twitter.


La cosa più interessante di questa operazione, è rappresentata dal compenso: le ragazze vengono, infatti, pagate a giornata arrivando a racimolare fino a 128 dollari al giorno, per farsi vedere in giro mostrando le gambe ed indossando la minigonna, cosa che magari farebbero lo stesso, senza prendere alcun compenso.

L'iniziativa, c'era da aspettarselo, non è certo passata inosservata, anzi, ha sollevato non poche perplessità, essendo considerata come un ulteriore esempio di mercificazione del corpo femminile e del guadagno facile.
Anche se non si tratta certo della prima volta che, gambe o teste, vengono usati come spazi pubblicitari.

Come quella volta che una boutique di Auckland (Nuova Zelanda), mise uno slogan in rilievo sulle assi di una panchina, tanto che chi vi si sedeva rimaneva il messaggio impresso sui pantaloni o sulla carne.
Ma anche in Italia, è successo qualcosa del genere: qualche anno fa, infatti, l'ex pugile Vincenzo Cantatore si presentò sul ring per un match, con tatuata sulla schiena la pubblicità di un servizio di radiotaxi, assicurando al messaggio promozionale riprese televisive per la durata di ben quindi round.

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